LA MECCANICA DELLA DIFESA

LA MECCANICA DELLA DIFESA

“Gli amatori guardano la palla, i pro guardano il loro modo di muoversi” cit.

Partendo dalla citazione di un collega allenatore, inizio questa riflessione facendovi una domanda.

Vi è mai capitato in campo di sentire che le vostre scelte in difesa fossero quelle giuste ma per qualche motivo non riusciste ad arrivare sul pallone in maniera corretta?

Avete mai avuto la percezione, dopo aver sbagliato una difesa, che ci fosse qualcosa di sbagliato nel vostro gesto tecnico diverso dal semplice piano d’appoggio?

Spesso ci concentriamo sul contatto con il pallone per definire se il nostro intervento di difesa, dal semplice bagher fino alla difesa in tuffo, fosse buono oppure no, facendo fatica a ricostruire nella nostra testa il reale motivo dei casi in cui questo non ci viene bene.

Nello sport del beach volley però non esiste gesto tecnico che non sia fortemente condizionato dal nostro controllo motorio e per andare a capire quali siano realmente le cause che ci portano ad essere fallosi in un certo fondamentale, e come possiamo lavorarci, è importante considerare alcuni parametri che ci siano di aiuto nell’analisi.

Le capacità motorie principali per sviluppare qualità nel gesto tecnico di difesa sono due:

-VELOCITA’ (condizionale)

-STABILITA’ (coordinativa)

Possiamo dire che quanto più siamo in grado di raggiungere velocemente uno stato di stabilità nel momento in cui impattiamo il pallone, tanto più saremo in grado di controllarlo ed indirizzarlo dove desideriamo.

Non a caso nel beach volley, dove la densità demografica in campo è decisamente inferiore rispetto alla pallavolo, si considera un buon difensore ,non quel giocatore che arriva a difendere tanti palloni, bensì quello con il miglior rapporto tra palloni difesi e palloni contrattaccati.

(Vediamo nella foto Sorum, Best Defensive Player 2019, che in una azione di difesa si ritrova in condizioni di perfetta stabilità, nonostante la base d’appoggio sovrapposta, avendo cosi la possibilità di controllare al meglio il pallone)

Nel delicato rapporto palloni difesi/palloni contrattaccati, VELOCITA’ e STABILITA’ esercitano un ruolo determinante.

Codificare a questo punto la tassonomia di movimenti che ci permette di svilupparle anche durante il nostro lavoro tecnico può veramente diventare uno strumento potente per incrementare le nostre competenze di occupazione dello spazio in difesa.

Partendo da quelle che sono le abilità necessarie per il gesto più semplice (difesa in figura) fino ad arrivare al gesto più complesso (difesa in tuffo) abbiamo messo in sequenza quattro movimenti chiave che ci possono essere di supporto nell’ottimizzazione del gioco di difesa.

1    The “Drive” 

Per “Drive” si intende la capacità del giocatore di gestire il proprio centro di massa corporea all’interno della base di appoggio, preparando il corpo ad assumere la posizione di maggior stabilità possibile in relazione ad un pallone che sta arrivando verso di sè.

E’ il primo meccanismo di stabilizzazione anticipatoria del gesto, permette un migliore orientamento delle spalle e del piano di rimbalzo su tutto il piano frontale, e ci consente la massima adattabilità a tutte le piccole variazioni di traiettoria che possono intervenire nel gioco.

Importantissimo per la difesa in figura.

Quando parliamo di livello principiante/base, l’acquisizione di una buona capacità di drive è il presupposto fondamentale per arrivare a strutturare una corretta posizione di difesa ed un incremento della sensibilità nel gesto del bagher.

Errore classico: tutti quei movimenti di difesa/appoggio in cui il giocatore va a cercare il pallone con le braccia, senza accompagnare il movimento con il proprio corpo (generalmente avviene quando si hanno le gambe completamente estese).

NEL MOMENTO IN CUI LA TRAIETTORIA DEL PALLONI NON E’ DIRETTA VERSO DI NOI, COME CI MUOVIAMO?

Secondo la velocità che la situazione di gioco ci richiede i movimenti sono basicamente 2:

2 The “Side Shuffle”

Riassumibile semplicemente come movimento di transizione con passi laterali accostati ed una base d’appoggio più o meno costante, il side shuffle rimane il movimento che ci permette di coprire piccole distanze mantenendo il controllo ottimale del nostro centro di massa corporea, e permettendoci quindi di approcciare al pallone con la massima precisione ottenibile.

Prioritario da saper gestire bene nelle situazioni di difesa in cui il colpo d’attacco avversario, per svariati motivi, arriva vicino alla nostra zona di difesa senza grande velocità

(classico esempio dell’attaccante avversario che aggiusta una alzata brutta, o che restituisce senza troppi rischi il pallone dopo un recupero difficile)

Errore classico: spostamenti mantenendo una base di appoggio troppo ristretta (piedi vicini) o lavorando in maniera scomposta con i piedi.

3 The “Cross-Over Step”

Definibile come un gesto di transizione composto da un primo passo ampio incrociato in direzione dello spostamento ed un ritorno alla posizione di partenza durante l’arresto.

Al crescere della velocità del gioco, spesso andiamo incontro a situazioni per cui muoverci solo con passi laterali accostati diventa troppo lento.

Qui subentra questo schema di movimento,(ampiamente utilizzato nel football americano e con ampi margini di sviluppo nel beach volley) che possiamo utilizzare per accelerare al massimo il nostro spostamento verso una zona di difesa o verso il pallone, arrivando però sempre a recuperare la nostra posizione di stabilità ottimale che ci permetta di essere efficaci nel gesto tecnico.

Fondamentale per tutte quelle situazioni in cui, al crescere del livello, la velocità del gioco avversario mi impone di muovermi in tempi più ristretti mantenendo comunque l’occhio sull’azione. Presupposto motorio per i vari movimenti di difesa su schema “3” e “4”, nonchè per il movimento di stacco in lettura.

Errore classico: Le uscite dalla posizione con passi laterali molto lunghi, che comportano un rallentamento della mobilità ed una difficoltà a stabilizzarsi prima dell’arrivo del pallone.

(video Lupo)

MA SIAMO SEMPRE NELLE CONDIZIONI DI POTER RECUPERARE UNA POSIZIONE STABILE PRIMA DI IMPATTARE IL PALLONE CON IL BAGHER?

La risposta, molto semplice, è no.

Spesso nelle situazioni di difesa, il nostro movimento avviene in seguito alla valutazione della traiettoria del pallone,  impedendoci di recuperare la nostra posizione di difesa ottimale. Esempio lampante di questo sono le difese in corsa, che avvengono durante una fase di decelerazione del nostro movimento, portandoci, relativamente al tempismo che abbiamo sul pallone, a concludere il nostro intervento con un bagher in allungamento o con un tuffo.

Quando ci troviamo in questo genere di situazioni diventa importantissimo per il mantenimento della precisione nel gesto, in condizioni di accelerazione, il movimento di “spinta frontale” del tronco.

4 Frontal Push

La spinta frontale ci aiuta, in seguito al nostro movimento di cross-over step ad avere ancora un controllo del nostro centro di massa sufficiente a poter sviluppare un ulteriore accelerazione, permettendoci cosi di allungarci in bagher in direzione di un pallone che cade decisamente distante dalla nostra base d’appoggio.

Fondamentale in tutti quei gesti di difesa che non permettono una fase di arresto precedentemente al contatto con il pallone.

Errore classico: il giocatore che eseguendo una difesa in corsa, termina il tuffo cadendo sul fianco o di schiena.

Il modello ideale:

Saper educare un giocatore di difesa a dominare questi quattro movimenti chiave in maniera automatica, nonchè a discriminare per ogni singola situazione quale combinazione tra essi sia più appropriata, costituisce la base per poter creare un sistema di gioco difensivo più efficiente ed adattabile.

Non a caso, se andiamo a vedere i giocatori di difesa che in questo esatto momento stanno dominando il panorama mondiale ( Sorum, Guto, Wickler, Krasilnikov ) troviamo in loro, non solo una capacità superiore di sviluppare una combinazione di velocità e stabilità sulla sabbia, ma anche una estrema variabilità nella costruzione dei movimenti con cui arrivano ad eseguire il loro gesto tecnico, figlia di un lavoro di allenamento sempre più trasversale a livello di coordinazione neuromotoria combinato ad un numero di situazioni di gioco progressivamente maggiore.


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